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Calabria... (Preview)
 
La cucina calabrese è costituita dalle combinazioni semplici e dai sapori forti. I turisti mostrano una particolare preferenza per i filea, un tipo di pasta preparata in casa, i fusilli, i maccaruni e le lasagne ripiene. Altro piatto tipico della Calabria è la mustica, si tratta di acciughe essiccate coperte di peperoncino e conservate sott'olio. Tra le minestre la più conosciuta è il maccu di fave, un passato insaporito da pecorino, pepe nero e olio e la licurdia, a base di cipolle e patate.
Tra il pesce si fa largo il pesce spada, cucinato alla ghiotta, a involtino, alla bagnarese e colsalmoriglio. Fra i dolci troviamo, i mostaccioli, il torrone gelato, la cubbiata e i fichi ammandorlati. vini D.O.C. della Calabria sono: Cirò, Savuto, Sant'Anna di isola Capo Rizzuto, Donnici, Greco di bianco, Pollino, Lamezia e Melissa.
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I piatti proposti dai Ristoratori della regione Calabria
Nome Piatto menù degustazione Tartufo Nero di Norcia
Descritto da Locanda della Cucullera di Catanzaro (CZ)
Descrizione visto il successo dei nostri piatti al tartufo abbiamo predisposto un menù degustazione al tartufo che comprenda un antipasto di salumi e formaggi al tartufo, pappardelle o risotto al tartufo, tagliata o uova al tartufo, dolce, vino e acqua a euro 45,00. I tartufi sono forniti da Moscatelli di Norcia
Origini del piatto Norcia
Abbinamento suggerito Nobile o Riserva di Nobile di Montepulciano
Disponibilità
Nome Piatto Peposo Imprunetino
Descritto da Locanda della Cucullera di Catanzaro (CZ)
Descrizione È un piatto tipico di Impruneta, paese delle colline fiorentine, rinomatissima per la "terra di Impruneta" (un'argilla contenente sabbia, carbonato di calcio e ossido di ferro, che conferisce alla terracotta il suo caratteristico colore rossiccio), da cui si ottengono terrecotte, mattoni e altri materiali in cotto (cotto d'Impruneta). Sono stati proprio gli addetti alla cottura dei mattoni nelle fornaci (i fornacini) che hanno creato questa preparazione: in un angolo della fornace, mettevano un tegame di coccio con tutti gli ingredienti affogati nel vino; dopo 5 ore il piatto era pronto.
Si narra che, al tempo del Brunelleschi, durante la costruzione della famosa cupola della Cattedrale di Santa Maria in Fiore, che poi è il Duomo di Firenze, i "fornacini" addetti alla cottura dei mattoni facessero largo uso di questa pietanza. La lunga cottura, il pepe ed il vino Chianti, inducevano i lavoratori a mangiare insieme al peposo parecchio pane ed a fare delle robuste bevute, per ristorarsi dalla fatica della giornata. Siamo di fronte ad un gustoso piatto dietetico, privo di grassi e soffritti.

Gli ingredienti
1 kg di muscolo di chianina
1 lt. di Chianti
20 chicchi di pepe nero
5 spicchi d'aglio vestito
Pelati o pomidoro freschi (1/2 kg)
Pane toscano a fette
un mazzetto composto da salvia e rosmarino
sale

In una capace pentola di coccio, disponete il muscolo tagliato a cubetti non troppo piccoli. Aggiungete gli spicchi d'aglio non pelati, il sale, il mazzetto di odori e il pepe, il pomodoro. Coprite con il vino e far cuocere a calore moderato, in forno o sul fornello, fino a che la carne non risulti estremamente morbida.
Tostate le fette di pane, in forno o sulla griglia, versateci sopra il peposo e servire subito.
Origini del piatto Impruneta (Firenze)
Abbinamento suggerito Vino novello, Nobile di Montepulciano, Rosso di Montalcino, Brunello di Montalcino, Cirò Riserva
Disponibilità sempre
Nome Piatto Ribollita
Descritto da Locanda della Cucullera di Catanzaro (CZ)
Descrizione La Ribollita è sicuramente uno dei piatti tipici più conosciuti della tradizione gastronomica Toscana che potrebbe ricordare un minestrone per la grande varietà di verdure utilizzate per la sua realizzazione. Non c'è dubbio che la ribollita abbia un origine prettamente contadina infatti, sia il metodo di cottura utilizzato, sia la sua composizione suggeriscono che si tratta di un piatto molto umile. Il termine Ribollita infatti, significa "bollita di nuovo" e si riferisce al fatto che per preparare questo piatto si utilizzavano le verdure cotte avanzate dai pasti dei giorni precedenti e le si facevano cuocere nuovamente insieme al pane raffermo, con l'aggiunta di un filo d'olio d'oliva a fine cottura. Anticamente era tradizione preparare la ribollita il venerdì in grande abbondanza, con gli avanzi della settimana, in modo da poterne mangiare anche nei giorni seguenti facendola ribollire ogni volta. Naturalmente, in tutta la Toscana, ogni provincia e ogni città o paese ha la sua versione della ribollita che quindi non ha una ricetta standard ma presenta comunque una regola fondamentale: per chiamarsi davvero ribollita deve contenere obbligatoriamente i fagioli e due tipi di cavolo, il cavolo verza ed il cavolo nero. Il cavolo nero proviene dalla nostra azienda agricola come quasi tutte le altre verdure che la compongono.

La prima cosa da fare è occuparsi della preparazione dei fagioli. La ricetta tradizionale prevede l'utilizzo di fagioli cannellini secchi che prima di essere cotti devono essere messi in ammollo per una notte intera. Una volta che i fagioli si saranno ammorbiditi, metteteli a cuocere in abbondante acqua e a fuoco lento per almeno un'ora. Una volta lessati, ricordatevi di non buttare via l'acqua di cottura, che vi servirà per cuocere la ribollita. Nel frattempo cominciate a pulire la verdura. Lavate e mondate tutta la verdura, avendo l'accortezza di separare le coste centrali delle bietole, della verza e del cavolo nero. Tritate poi grossolanamente tutte le verdure. Prendete una pentola capiente e cospargete il fondo d'olio e cominciate a soffriggere la carota, la cipolla, il porro, il sedano e il prezzemolo.
Unite quindi i pomodori pelati o freschi se è periodo e girate con un cucchiaio di legno di tanto in tanto. Nel frattempo preparate un mazzetto di timo e rosmarino, tenendo insieme i rametti con uno spago da cucina.
Unite a questo punto anche il resto delle verdure e inserite anche il mazzetto di timo e rosmarino, legandolo con lo spago al manico della pentola e facendo si che penda all'interno della pentola; in questo modo, a fine cottura potete estrarre il mazzetto dal quale si saranno staccate le foglioline degli aromi. Aggiustate di sale e lasciate cuocere le verdure aggiungendo, ogni qual volta serva, il brodo di cottura dei fagioli. Nel frattempo passate 2/3 dei cannellini con un mixer e mettete da parte la crema così ottenuta.
Quando la verdura sarà tenera, togliete dalla pentola il mazzetto di rosmarino e passate al passaverdure 1/3 della verdura. Rimettete la purea di verdura così ottenuta di nuovo nella pentola, mescolate e aggiungete anche la crema di fagioli e i fagioli lasciati interi (18). Fate cuocere ancora per 5 minuti in modo da amalgamare bene tutti gli ingredienti. Per potere assaporare la ribollita è bene prepararla il giorno prima per poi gustarla il giorno dopo, alternando la verdura con fette di pane. Potete assemblarla in un'unica pentola, oppure preparare delle porzioni individuali, come illustrato di seguito. Preparate le ciotole di terracotta, in cui alternerete uno strato di verdure a uno di pane, meglio se raffermo, tagliato a fette : coprite tutto ancora con la verdura e aggiungete un filo di olio extravergine d'oliva della nostra azienda. Servite la vostra ribollita ben calda.
Origini del piatto Toscana
Abbinamento suggerito Vino rosso chianti, olio extra vergine
Disponibilità sempre perchè il cavolo nero c'è tutto l'anno e noi lo coltiviamo in azienda
 
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