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RISTORANTE
STRADA La Lunga, 78 (10046) Poirino (TO) Tel.011 9453287 Tel2.339 3396575 Fax.011 9453287
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RISTORANTE
VIA alla Fonte, 8 (10090) Villarbasse (TO) Tel.011 9781044 Tel2.347 7702134 Fax.011 9781044
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RISTORANTE
VIA Giaglione, 3 (10059) Susa (TO) Tel.0122 629289 Tel2.347 5921415
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RISTORANTE
VIA caduti per la libertà, 25 (10044) Pianezza (TO) Tel.390119787111 Tel2.393343410075
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RISTORANTE PIZZERIA PIZZA ASPORTO CERIMONIE
VIA FILIPPO BURZIO, 9 F (10122) Torino (TO) Tel.011.4380058 Tel2.334.2897522 Fax.011.4380058
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RISTORANTE
VIA Griva, 77 (10040) Rivalta di Torino (TO) Tel.0119044700 Tel2.3920741979 Fax.0119044701
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PIZZERIA PIZZA ASPORTO
VIA Frejus, 150/a (10139) Torino (TO) Tel.011/3853142 Tel2.3332619770
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RISTORANTE CERIMONIE
VIA Buniva , 4/i (10124) Torino (TO) Tel.011 19702328 Tel2.333 2181374 Fax.011 19702328
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RISTORANTE
VIA LANZO, 88 (10148) Torino (TO) Tel.011 2264420 Tel2.011 2291032 Fax.011 2264420
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MICAMALE Nr. Recensioni: 1 Media Voto: 23 su 25
RISTORANTE CERIMONIE
VIA DELLA CORTE D'APPELLO, 13 (10122) Torino (TO) Tel.011 4362288 Fax.011 4362288
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RISTORANTE
CORSO Casale, 73/c (10132) Torino (TO) Tel.011-819.45.25 Tel2.011-813.06.58 Fax.011-813.06.58
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RISTORANTE PIZZERIA CERIMONIE
CORSO vercelli , 5 bis (10151) Torino (TO) Tel.0112478404 Tel2.3460156749
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RISTORANTE CERIMONIE
LOCALITA' Castello San Giuseppe, 1 (10010) Chiaverano (TO) Tel.0125 424370 Fax.0125 641278
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RISTORANTE CERIMONIE
VIA Lanfranchi, 1 (10020) Casalborgone (TO) Tel.011.9185080 Fax.011.9185080
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RISTORANTE PIZZERIA PIZZA ASPORTO CERIMONIE
VIA ORTALI, 6 (10038) Verolengo (TO) Tel.011 9149611 Tel2.3487551122
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Legenda :
 Hanno almeno una recensione
 Ristorante attrezzato per disabili
 Sconto del 10, 15 o 20% offerto in questo ristorante
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I piatti proposti dai Ristoratori della Provincia di Torino |
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Nome Piatto
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BAGNA CAODA
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Descritto da
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Trattoria Valgranda di Torino (TO)
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Descrizione
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La bagna càuda, (IPA [baɲa'kɑʊda], in piemontese, letteralmente, salsa calda) è un tipico piatto della cucina piemontese e più precisamente del Monferrato e delle province di Cuneo e di Torino.
È un piatto a base di aglio, olio d'oliva ed acciughe salate. In origine l'olio usato era quello di noci non essendo molto diffuso in Piemonte l'uso dell'olio di oliva (attualmente, per mantenere questo aroma, alcuni aggiungono alla salsa anche gherigli di noce tritati).
Per tradizione è un piatto tipico del periodo della vendemmia, quindi da consumare prevalentemente in autunno ed in inverno: una delle leggende sulla sua nascita vuole proprio che venisse preparato per togliere ai vendemmiatori il dolce, spesso quasi nauseante, dell'uva pigiata.
La bagna càuda si consuma intingendo in essa vari tipi di verdure di stagione (barbabietole cotte a vapore, cardi, cipolle cotte al forno, peperoni crudi o cotti, foglie di cavolo crude, topinambur, e tante altre).
Un tempo si usavano solo cardi gobbi, tipici di Nizza Monferrato, i topinambur[1] ed i peperoni conservati nella raspa (ciò che rimaneva del procedimento di vinificazione del grappolo d'uva) e la bagna càuda veniva consumata in maniera conviviale attingendo da un solo contenitore (pèila), posto al centro del tavolo.
Oggi sono diventati tradizionali appositi contenitori in terracotta (fojòt) costituiti da una ciotola a cui è sottoposto un fornellino per mantenere calda la salsa. La bagna càuda va accompagnata da un vino rosso corposo (tipicamente in Piemonte la Barbera).
Alcuni illustri esperti di cucina italiana e ricercatori gastronomici indicano in questa ricetta il piatto italiano in assoluto.
Varianti [modifica] Mentre nel Monferrato si predilige la versione base (aglio, olio, acciughe), in altre zone del Piemonte questa ricetta è stata arricchita. Nel saluzzese, terra di pianure, pascoli e mucche, dove il latte non manca, viene aggiunta la panna o il latte, nelle valli cuneesi scaglie di formaggio stagionato (castelmagno ecc...).
La verdura principe da attingere nella bagna è il cardo. A Nizza Monferrato questo ortaggio, per superare la rigidità dell'inverno, viene sotterrato; in questo modo la pianta, nel tentativo di cercare la luce, si curva verso l'alto assumendo la caratteristica forma gobba.
Nel saluzzese, invece, il cardo viene impacchettato con pesanti fogli di carta legati intorno strettamente: la pianta assume così un aspetto diritto, bianco e tenero. Questa ricetta è tipica del basso Piemonte in quanto, nei secoli passati, era assai facile procurarsi, in questa zona, l'ingrediente fondamentale, cioè l'acciuga salata, usata tuttora in molte ricette tipiche piemontesi, soprattutto tra gli antipasti.
L'antica via del sale infatti, partendo da Hyères in Francia, valicava le Alpi sul Monviso e scendeva nella valle del Po[2].
La bagna càuda è molto popolare anche in Argentina col nome di bañacauda, diffusa dai molti piemontesi emigrati in Sud America
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Origini del piatto
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PIEMONTE
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Abbinamento suggerito
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NEBBIOLO
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Disponibilità
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DA NOVEMBRE A MARZO
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Nome Piatto
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FINAZIERA
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Descritto da
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Trattoria Valgranda di Torino (TO)
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Descrizione
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La finanziera è un piatto tipico piemontese nato durante il medioevo; la prima ricetta conosciuta risale al 1450 ed è stata proposta dal Maestro Martino. È un piatto nato nel Monferrato che ha subìto in seguito diversi rimaneggiamenti. Rimane comunque un piatto povero nato dal riutilizzo delle parti scartate durante la trasformazione dei galletti in capponi e di alcuni scarti di macellazione dei bovini. Una ricetta successiva della finanziera ha per titolo salsa e ragout à la Financière ed è attribuita a Giovanni Vialardi (datata 1800).
Gli ingredienti, in quantitativi secondo il numero dei commensali, sono, nella sua versione attuale[1], prevalentemente costituiti da:
parti molli di bovino quali animelle, filoni (midollo spinale), cervella[2] creste, bargigli, ovetti e fegatini di pollo carne di manzo o vitello (fesa o filetto)[3] salsiccia di maiale (eventuale) giardiniera sott’aceto[4] e funghi conservati sott'olio La carne di manzo (o vitello) viene infarinata e fatta appena rosolare nel burro in una larga padella. Si aggiungono le parti molli di bovino e quelle del pollo, opportunamente e precedentemente mondate della eventuale pellicina e lavate in acqua corrente, la salsiccia (eventuale), e dopo un ulteriore, breve intervallo di cottura, si aggiunge acqua e si fa cuocere a fuoco medio; a metà cottura si aggiungono la giardiniera ed i funghi opportunamente scolati e, poco prima di finire, un cucchiaio di aceto ed un mezzo bicchiere di vino marsala secco; si sala e si fa addensare con un ultima cottura a fuoco vivace e si serve ben caldo. Un buon complemento consiste nell'aggiungere verso fine cottura piselli freschi fatti cuocere a parte nel burro, in quantità tale però da non soverchiare le carni.
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Origini del piatto
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PIEMONTE
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Abbinamento suggerito
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BAROLO
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Disponibilità
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FEBBRAIO
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Nome Piatto
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tres enchiladas
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Descritto da
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Buffalo Restaurant di Pianezza (TO)
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Descrizione
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Tre tortillas di mais morbide cotte al forno e ripiene di crema di fagioli e rispettivamente: carne trita cotta con diversi tipi di peperoncini messicani, carne di manzo salatata in padella con verdure di stagione,formaggio Cheddar e ricoperte della nostra salsa Enchilada.
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Origini del piatto
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Abbinamento suggerito
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Disponibilità
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